Come arrivare a Saint-Jean-Pied-de-Port con il volo Ryanair Orio al Serio – Lourdes (guest post della mamma)

L’itinerario è Orio al Serio – Lourdes e poi in treno Lourdes – Bayonne e Bayonne – SJPDP.

Orio – Lourdes

Dall’aeroporto di Bergamo con Ryanair è facile raggiungere Tarbes, l’aeroporto di Lourdes a 7 Km dal centro. Per il 2015 i voli da Orio per Tarbes iniziano il 30 marzo con cadenza lunedì e venerdì, con partenza alle 15.55 e arrivo alle 17.30 fino al 31 luglio, poi si aggiunge un volo di martedì dal 3 al 25 agosto con partenza alle 15.05 e arrivo alle 16.40.

I voli di ritorno da Santiago ricominciano il lunedì 30 marzo con partenza alle 20.50 e arrivo alle 23.35, poi mercoledì e venerdì con orari poco discosti.
Chi arriva a Orio in auto troverà parcheggi a prezzo ragionevole. Per qualcuno potrebbe essere un problema l’arrivo da Santiago in tarda serata, pare che sia possibile pernottare a pagamento alla “Casa del Giovane” in zona stazione.

Lourdes, dall’aeroporto alla stazione – Bayonne stazione

Arrivati a Lourdes, all’uscita arrivi di Tarbes si trova il bus n. 2 che porta in centro e in stazione, chi desidera maggiori informazioni sul collegamento può consultare questo forum su tripadvisor: http://www.tripadvisor.it/ShowTopic-g187171-i780-k5460773-Collegamento_aeroporto_Lourdes-Lourdes_Hautes_Pyrenees_Midi_Pyrenees.html. Dalla stazione di Lourdes si prosegue in treno per Bayonne.  È possibile prenotare da casa il biglietto del treno, ma si può comperare anche alla stazione ferroviaria, questo il sito per chi si volesse organizzare in anticipo con la prenotazione del biglietto: http://it.voyages-sncf.com/it/biglietto-ferroviario/-bayonne?prex=T_LSP_524DA51CCB56D_sea_it_it_gen_gen_de

Bayonne – SJPDP

Non pensare di poter prendere il trenino Bayonne-Saint Jean Pied de Port alla sera tardi. Meglio prenderlo il mattino successivo. Ma ovviamente dipende dal tempo che si ha a disposizione, qui gli orari indicativi: http://www.raileurope-world.com/train-tickets/journey-insights/article/bayonne-st-jean-pied-de-port.

Arrivando in mattinata a SJPDP e poi all’accoglienza (non pensare di tralasciare questa fermata!), non si ha più il tempo di fare in un’unica giornata la prima tappa. Meglio prenderla con calma e stabilire una prima tappa intermedia con fermata a Orisson (vedi post dedicato alla prima tappa e a come organizzarsi in base all’orario di arrivo a SJPDP).

Considerazioni sull’itinerario

Dato che l’aereo arriva in un orario pomeridiano e si arriva tardi alla stazione ferroviaria, si può prendere in considerazione di fermarsi una notte a Lourdes. La località offre un beneaugurante inizio al Cammino con varie cerimonie anche serali.
Ci sono diverse sistemazioni secondo le tasche. C’è anche un centro accoglienza per i pellegrini del Cammino di Santiago, in francese Chemin de Saint Jacques: Accueil jacquaire (meglio prenotare perché ha pochi posti): http://www.lourdes-infotourisme.com/web/IT/1261-alloggi-collettivi.php?item=HCOLLMIP065V500AI4&#mapStatic.

È possibile anche prendere in considerazione un’altra opportunità: già a Orio o all’arrivo a Tarbes si possono incontrare altri pellegrini che vorrebbero raggiungere in serata SJPDP. Insieme si può noleggiare un’auto oppure prendere un pulmino e dividere la spesa.
In questo caso bisogna prevedere che una volta arrivati a SJPDP verso le ore 21/22 non si trova più aperta l’accoglienza, perciò si dovrà dormire in una pensione o in un albergo. SJPDP è una graziosa cittadina, le possibilità per dormire non mancano, ma variano i prezzi.

 

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Fonti inaspettate di approvvigionamento 2

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Anche durante una normale pausa pranzo al centro commerciale possono saltare all’occhio un paio di articoli adatti al cammino, in questo caso di H&M. Nonostante le foto sfocate, si vede chiaramente che questa maglietta traspirante, quick dry, seamless e a maniche lunghe si presta ottimamente per l’attività della pellegrina di Santiago. Mi pare di aver visto solo due colori, rosa e grigio-mélange, e dall’etichetta sembrano disponibili le taglie dalla XS alla XL a 19,99.

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Interessante anche il giacchino leggerissimo (solo per luglio-agosto) idrorepellente e frangivento a 34.99, disponibile dalla S alla L. Da H&M ho visto che hanno ampliato anche notevolmente la gamma di reggiseni sportivi, anche loro interessanti soprattutto perché sono proposti anche in versione sostegno “high impact”, che è un po’ quello che cerchiamo in questo caso.

Non ho fatto un giro nel reparto sportivo per uomo, ma vedo dal sito che è stato parecchio ampliato e sicuramente qualcosa di utile a prezzo contenuto si trova, per esempio ci sono dei sottopantaloni e delle sottomagliette da tenere in considerazione per chi parte nelle mezze stagioni, aggiungo qui sotto i link per comodità.

Reparto sportivo donna H&M: http://www2.hm.com/it_it/donna/acquista-per-prodotto/hm-sport.html.

Reparto sportivo uomo H&M: http://www2.hm.com/it_it/uomo/acquista-per-prodotto/hm-sport.html.

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Fonti inaspettate di approvvigionamento

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Sfogliando il catalogo Lidl mentre facevo la spesa, mi sono imbattuta in ben quattro pagine dedicate al trekking. In attesa di vedere dal vivo i prodotti da domani 3 aprile, posso già segnalare alcuni pezzi interessanti. L’assortimento è diverso da paese a paese: mentre in nord Europa possiamo godere di tutta la gamma, in Italia pare che ci sia solo la collezione uomo. Tutte le info le ho prese dal sito http://www.lidl.de.

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Le giacchine sembrano leggerissime ma sufficienti per chi parte in luglio/agosto. Sono frangivento con tasche, cappuccio e chiusura montante a protezione di collo e mento. Dal catalogo mi sembrava che avessero il grosso difetto di essere completamente in plastica, sul sito invece dicono che sono in crivit, materiale traspirante, antivento, idrorepellente e antisporco con “bionic finish” (!). Costo: 14.99.
La più interessante, con protezione UV 50 a 19.99, è acquistabile solo sul sito.

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I calzini a 2.99 sono descritti come antivescica con rinforzo in punta e tallone. Sono disponibili in versione lunga e corta e la struttura è 56% poliammide, 41% lana, 3% elastan (LYCRA®). Per il prezzo li proverei, avendo cura di usarli qualche volta durante l’allenamento per decidere se lasciarli a casa o portarli in cammino.

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Le scarpe sono un argomento un po’ delicato. A 19.99 sembrano bellissime in foto ma meglio tenerle via per escursioni meno impegnative del cammino.
Nel catalogo ci sono anche varie magliette e camicette, dei pantaloni con zip al polpaccio, che però sembrano particolarmente pesanti, e addirittura una tenda da campeggio.

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Girando per il sito ho scoperto anche una sezione “permanente”, ordinabile solo online, di prodotti per l’outdoor come sacchi a pelo e zaini. Chissà, magari qualcuno ha (avuto) occasione di provarli?

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Bastoncini sì, bastoncini no

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I bastoncini da trekking sono indubbiamente utili nel cammino. Aiutano a ripartire il peso del corpo per non farlo ricadere tutto sulle gambe, alleviando lo stress sulle ginocchia e sulle articolazioni in generale e fornendo due punti di sostegno in più, soprattutto in discesa e in salita. Danno il ritmo alla camminata e servono da “apripista” nei rari casi in cui ci si trovi alle prese con un rovo o con vegetazione particolarmente fitta. Gli zaini sono generalmente dotati di una serie di elastici laterali porta bastoncini, quindi se a un certo punto ci si stufa di usarli o si preferisce camminare senza, è sempre possibile riporli senza doversi fermare per togliere o aprire lo zaino. Se non si sono mai utilizzati, è bene fare un po’ di pratica a casa, magari guardando su youtube qualche video di consigli per la regolazione e l’impugnatura, che è diversa rispetto a quella delle racchette da sci. Per quanto riguarda il peso, un bastoncino si aggira sui 250 grammi. In commercio ne esistono anche da 170.

Ciò detto, i bastoncini sono del tutto facoltativi. È possibile fare tutto il cammino “a mani libere”. Io li avevo portati per dare un tocco di sportività all’impresa, visto che partivo per “fare trekking”, ma li ho persi lungo la strada, forse proprio nel momento in cui l’esperienza prendeva una piega diversa da quella puramente atletica. Nel cammino si incrociano tantissimi pellegrini con un solo bastone di legno, raccolto nei Pirenei e adottato come compagno di pellegrinaggio. Posto che ognuno si regola come ritiene opportuno e come gli detta il cuore, dal punto di vista strettamente ortopedico mi è sempre sembrato che un solo bastone nella stessa mano per 800 km portasse a uno squilibrio nella postura, per non parlare delle possibili schegge e/o vesciche, ma il mio ovviamente non è un parere scientifico, e il valore simbolico del bastone per alcuni pellegrini probabilmente supera qualsiasi considerazione muscolo-scheletrica.

I bastoncini obbligano a imbarcare il bagaglio in stiva in caso di viaggio aereo. Questo aspetto da solo può essere determinante per decidere se portarli o meno. Il prezzo di una coppia di bastoncini è di circa 40 euro, a cui si devono quindi aggiungere i circa 30 euro del bagaglio in stiva per un biglietto di andata e ritorno con una compagnia low-cost. Si possono comperare anche a SJPDP, a un prezzo probabilmente diverso rispetto a quello dei grandi magazzini vicino casa. Si trovano ugualmente in tutti i paesini più forniti del cammino, ma sarebbe un peccato comprarli molto più in là della prima tappa perché, con i suoi dislivelli, è una di quelle in cui servono di più. Se si parte in coppia o in gruppo si può pensare, per risparmiare, di mettere uno solo degli zaini in stiva con tutti i bastoncini e portare gli altri con sé in cabina.

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Scegliere i modelli telescopici o ripiegabili, in modo che la lunghezza da chiusi sia più o meno equivalente a quella dello zaino. Acquistare almeno un paio di puntali (o “parapunte”, nella foto), in quanto le punte dei bastoncini sono spesso in acciaio e il rumore costante dopo qualche ora diventa insopportabile. Il costo è di 3-4 euro la coppia; dopo qualche tempo i puntali si consumano e vanno riacquistati, non ci sono problemi di approvvigionamento nel cammino dato che si trovano in tutti i negozi di articoli per pellegrini. Non ho trovato invece di alcuna utilità la rondella di cui di solito i bastoncini sono forniti, che penso serva per non far affondare la punta in caso di fango/terreno cedevole/erba particolarmente alta. Io l’avevo lasciata a casa e non ne ho mai sentito la mancanza.

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Organizzarsi per la prima tappa SJPDP-Roncisvalle

Diciamo che io partivo avvantaggiata, nel senso che mia mamma aveva fatto già due volte il cammino e mi ha dato tutte le indicazioni necessarie. La scorsa settimana mi ha contattato Romana, pellegrina slovena amica della mia compagna di università Francesca (anche lei yogi) e mi sono potuta rendere conto di quanta difficoltà ci sia a organizzare il cammino senza conoscere qualcuno che l’abbia fatto prima.

Ora, la domanda di Romana sulla ripidezza della prima tappa mi ha ispirato questo post, che può essere utile a qualche altro pellegrino. Bisogna sapere che la prima tappa è MOLTO ripida, ossia parecchio rispetto a quanto uno si possa immaginare che sia ripida una tappa del cammino di Santiago. Anche a chi partisse allenato sembrerà difficile. Ecco qualche spunto per decidere in tranquillità.
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(immagine dal sito Eroski consumer)

Innanzitutto, una delle prime “difficoltà” o comunque stranezze a cui si deve abituare uno con poca esperienza di trekking è che le cartine delle guide sono “storte”, ossia riportano la tappa da destra a sinistra… come dire, con la partenza a destra del foglio e l’arrivo a sinistra del foglio. Almeno per me è stato… arabo! Come si vede, si passa da 165 m a 1430 m e poi si scende abbastanza velocemente fino a 950 nel giro di 27 km. Per chi sa già di non essere in grado, ci sono due alternative: la via bassa per Valcarlos (vedi post dedicato) oppure il bus o il taxi (verificare all’Accueil).

1. Non fare mai tutta la tappa intera se si comincia a camminare lo stesso giorno in cui si è fatto il viaggio per arrivare a SJPDP. Ossia, cominciare a camminare riposati di mattina presto e verificare sempre il meteo (in caso di forti piogge fare la via bassa visto che si perde comunque tutto il bello).

2. Se si arriva a SJPDP in giornata, valutare se fermarsi e cominciare a camminare l’indomani o fare UN TERZO DI TAPPA e fermarsi. Otto km, se si arriva in aereo o in treno il giorno stesso, sono più che sufficienti. PRENOTARE per tempo negli unici due albergue tra SJPDP e Roncisvalle, tutti a meno di 8km da SJPDP. Dopo questi non è più possibile pernottare prima di Roncisvalle. Ossia: primo giorno, 8km; secondo giorno: 18-19km. Vale la pena veramente di spezzare solo se si comincia a camminare di pomeriggio o se si ha voglia (o necessità) di prendersela comoda. Diversamente, se si parte la mattina si arriva all’albergue alle 11 dopo soli 8km e la giornata rischia di essere lunga e poco proficua. Io avevo preso un aereo all’alba e sono arrivata a SJPDP verso l’una del pomeriggio… gli 8 km fino a Orisson mi sono bastati e avanzati per la giornata.

Se si decide per questa opzione, questi sono i due unici albergue della prima tappa: Albergue Ferme Ithurburia a Honto, 5 km da SJPDP (http://www.gites-de-france-64.com/ferme-ithurburia/) e Refuge Orisson a Uhart-Cize, 7,5 km da SJPDP (http://www.refuge-orisson.com/). Sono minuscoli: sempre prenotare per email, eventualmente pagando in anticipo il conto abbastanza salato, sui 32 euro per cena, pernottamento e colazione visto che sono rifugi privati. 

3. Di solito si arriva senza tanto esercizio di bastoncini, pur essendo utili soprattutto in questa tappa e nella ripida parte in discesa per salvaguardare le ginocchia. Se si decide di portarli fare un po’ di pratica a casa o chiedere aiuto ai pellegrini più esperti in loco. Per scendere adottare la tecnica delle piramidi maya, zigzagando nel sentiero senza scendere dritti, facendo attenzione a non piegare il piede e causare una distorsione.

4. Portare acqua e provviste, perché non ci sono supermercati fino a OLTRE Roncisvalle. Roncisvalle non è un paese, non ha supermercati, solo un paio di ristoranti e bar dove è possibile pranzare/cenare e riempire le bottiglie d’acqua. Partire eventualmente da casa con qualche barretta o della frutta secca. La cioccolata purtroppo si scioglie. Possibile acquistare un panino da portar via se si pernotta nei rifugi: ordinandolo la sera prima lo fanno trovare pronto la mattina.

5. Approfittare delle grandi ceste a Roncisvalle per depositare tutto quello che non serve o quello che comunque può alleggerire lo zaino o servire a qualche altro pellegrino.

6. Congratularsi per aver fatto la tappa più difficile e godersi il menu del pellegrino. Per chi lo desidera, messa alle 20.00 in abbazia con benedizione del pellegrino verso le 20.30, da vedere anche solo per cultura.

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Ancora domande e risposte

Si può prendere la credenziale negli ostelli?
Sì, di norma c’è sempre la possibilità di comprare una credenziale se si è persa, ma conviene sempre (se si parte da SJPDP, ovvio!) prenderla all’Accueil. Alcune organizzazioni come la Confraternita di S. Jacopo in Italia hanno preparato una credenziale “personalizzata” che si può richiedere in anticipo e spesso ha il vantaggio di permettere di fare tutti i timbri da un lato http://www.confraternitadisanjacopo.it/. La mia dell’Accueil è fronte-retro e, per dire, non si può incorniciare.

Dove si timbra la credenziale?
Un po’ ovunque. Normalmente è usata come lasciapassare per dormire negli ostelli, ma con la (ahimé) “commercializzazione” del cammino ora si può timbrare anche al bar, al museo, all’apt, in cattedrale eccetera. Normalmente la regola è un timbro al giorno per chi parte da SJPDP, due per chi fa gli ultimi 200 km o è in bici. Non è una regola scritta, conviene informarsi all’Accueil. Io partivo a piedi da SJPDP dunque rientravo nella casistica più ampia.

Se si fa il cammino in più anni si deve prendere una nuova credenziale?
No, finchè ci sono spazi disponibili si continua sulla stessa.

Ci si perde sul cammino?
Il cammino è molto ben segnalato, ci si può perdere ma si torna indietro fino alla prima freccia gialla e si continua da lì sulla retta via. Sul cammino ci si perde di solito solo perché si era immersi nella conversazione con il compagno e non si sono viste le indicazioni. Poco male, chiedere sempre ai locali o “tornate indietro quando potete” come dice il TomTom. 

Entro che ora si deve arrivare agli ostelli?
La maggior parte degli ostelli apre alle 12.30-13.00 e chiude alle 21.30-22.00. Cercare sempre di arrivare entro le 14.00-16.00 specialmente nei periodi di maggiore affluenza per evitare di trovare pieno. Ci sono sempre soluzioni alternative, tipo gli albergue privati o gli hotel, oppure fermarsi al paese prima o dopo la cittadina di fine tappa. Se per qualsiasi ragione si prevede di raggiungere l’ostello o l’hotel tardi telefonare per valutare con anticipo il da farsi.

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Altre domande e risposte

Si possono pagare col bancomat gli ostelli?
No, negli ostelli in genere non è possibile pagare con il bancomat. Conviene partire da casa con un piccolo budget in banconote da 5 euro, diciamo 50-70 euro, per le spese quotidiane come la colazione o il pernottamento. In Italia in genere le banche non hanno problemi a fornire anche senza preavviso un cambio di 50 euro in pezzi da 5. Questo consiglio mi era stato dato da mia mamma e devo dire che è stato utile. Lei aveva messo da parte i biglietti da 5 durante la preparazione al cammino; io sono partita un po’ su due piedi e sono andata a farmeli cambiare in banca, ma chi ha tempo e voglia può fare rientrare questa raccolta negli esercizi di pazienza che precedono questo viaggio zen.

Si trovano bancomat sul cammino?
Sì, ci sono bancomat in quasi tutti i centri abitati più grandi. Per questo, fare riferimento ai fogli dell’accueil, che indicano tra l’altro se nei dintorni dell’ostello c’è modo di ritirare dei soldi. A seconda del proprio tipo di conto italiano, conviene prelevare almeno 150-200 euro alla volta per evitare di pagare troppo spesso la commissione di 2-3 euro di prelievo all’estero. Basteranno per circa una settimana – dieci giorni. Come già detto, sul cammino non ci sono grossi pericoli, ma è sempre bene custodire con cura i propri oggetti di valore.

Come è meglio fare per telefonare a casa dalla Spagna?
In quasi tutti gli ostelli o i bar dei paesi ci sono wi-fi o uno/due computer con internet a pagamento (50 cent – 1 euro l’ora) per tenersi in contatto con amici e parenti via internet. Se non si ha uno smartphone o si preferisce comunque telefonare si può comprare una scheda prepagata spagnola, che però costringe a cambiare continuamente scheda nel telefonino. Un’alternativa valida è costituita dalle schede internazionali che si trovano anche dal tabaccaio o nei phone center in Italia e si utilizzano con qualsiasi telefono. Si possono comprare sia in Italia che in Spagna e nel caso in cui non si terminasse il credito si possono riportare a casa e finire in Italia o usare nel viaggio successivo. Mia mamma aveva fatto così e aveva trovato cabine telefoniche in tutti i paesini. Chiedere sempre al tabaccaio se la scheda è valida anche dall’estero, normalmente la lista dei paesi in cui è valida è stampata sul retro.

Si trovano ricariche del telefonino italiano in Spagna?
No. Premunirsi in Italia di credito sufficiente oppure valutare con il proprio operatore se è possibile effettuare una ricarica da internet tramite carta di credito.

Si può stare più giorni nello stesso ostello?
No, nel caso degli ostelli pubblici non è possibile pernottare più di una notte se non con certificato medico. Ma niente paura, se si vuole (o si deve) restare più notti nello stesso posto c’è quasi in ogni paese la possibilità di trasferirsi in un ostello privato, generalmente un po’ più caro ma dove è possibile restare più giorni.

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